Da “Paesaggio anomico” – Riccardo Innocenti

Diventare umano come una conquista
camminare, bonificare lo spazio
portando altrove l’acqua putrida
e il dolore, edificare e abitare città
disperse, viali alberati, piste ciclabili.

Avrò bisogno di cure per non appassire
un verme in ostaggio
dentro un luogo pensato per avere una vita.

Dalla finestra vedrò i passanti
venirsi incontro decisi
sul marciapiede, penserò
che stiano per prendersi a pugni.


(dalla raccolta inedita Paesaggio anomico)

*

L’uomo, in quanto culturale, è un animale che ha bisogno – per vivere, per centrarsi nel proprio significato, – di una costante auto-costruzione. Riccardo Innocenti opta per un verso piano e discorsivo e racconta il lato più penoso (ma necessario) di questa «conquista»: le «cure per non appassire», il bisogno di rimuovere il «dolore» attraverso gravosi e perpetui esercizi di raffinamento dell’habitat. Dietro il risultato ottenuto (chiameremo “società” il «luogo pensato per avere una vita»), un fondo oscuro a forza sedato (il «verme in ostaggio» e la violenza potenziale dei pedoni); forse autentica, certo inaccessibile e pre-civile, dimensione dell’umano.

A.F.P.